Visita Fumone, al centro della Ciociaria

Visita Fumone, al centro della Ciociaria

Visita Fumone, al centro della Ciociaria scritto da Caterina Porta seguila si instagram @caterinaporta admin di clickfor_rieti e lazio_tipica

Il piccolo paese di Fumone, al centro della Ciociaria, é un degno esempio di come storia e arte si affianchino perfettamente alla natura.

Il borgo ha il classico impianto medievale, circondato da mura e con al centro il castello, le pietre di cui ogni cosa è fatta ci raccontano la sua antichità e la cura degli abitanti per la loro storia.

Piccole viuzze che salgono e scendono, scorci davvero incantevoli e vista che non si può descrivere, la dovete vedere.

Nonostante conti poco più di duemila abitanti, questo borgo dal sapore antico vanta una storia ricca di avvenimenti importanti, a volte velati di mistero, ipotetici come il mistero del pozzo delle vergini, e altri tragici e dolorosi .

Fare una visita al castello vi darà la giusta idea di quello che anche io ho vissuto…si resta davvero affascinati dai molti racconti, una delle cose che più colpisce è la storia del piccolo Francesco, morto a solo tre anni dopo essere stato avvelenato dalle sorelle,ormai adulte, e deposto dalla madre in una teca ancora oggi presente nelle sale.

La storia non è tutta qui, manca il prima e il dopo…ma svelare ogni cosa vi toglierebbe il gusto della scoperta.

Macabro direte voi…forse un po’ ma senza dubbio la sua presenza regala alla visita un sentimento che in nessun altro luogo visitato si prova, che è quello della vicinanza agli antenati di chi oggi li ancora vive.

Attualmente infatti il castello è ancora abitato dalla famiglia Longhi, nobile famiglia che lo ricevette da Papa Sisto V il quale, nel 1584, decise che essendovi morto Papa Celestino V, il castello andasse conservato come memoria storica.

Da allora ogni membro dei Longhi viene battezzato nella cappella prospiciente la cella.

I Longhi costruirono poi il gigantesco giardino pensile, il più grande d’Europa (pensate che la terra usata per costruirlo fu portata dalla vicina Fiuggi; chissà che impresa deve essere stata per l’epoca) e infine ampliarono il palazzo così come oggi lo vediamo.

Insomma, racconti familiari a parte, al castello come abbiamo detto fu imprigionato e morì papa Celestino V, famoso per essere stato il primo papa della storia a rinunciare al papato, morto dopo dieci mesi di prigionia (aveva 87 anni quando fu incarcerato) nella sua minuscola cella. 

Prima di lui vi fu l’antipapa Gregorio VIII che si narra sia stato ucciso e murato all’interno delle mura del castello, ma mai ritrovato.

Le storie però non finiscono qui…credo dovrete visitare il castello per scoprirle tutte.

Insomma, vedere il castello è quasi un dovere per coloro che vorranno capire le antiche radici di Fumone, e il suo fascino.

Quindi, per concludere, sorprende come la natura abbia aiutato un paese così piccolo ad essere così importante: il suo nome è legato proprio alla sua importanza strategica perché la sua posizione elevata a quasi 800 di altitudine e la cui cima si trova proprio al centro dei giardini pensili oggi visibile, le ha permesso di svolgere un’importantissima funzione di controllo del territorio.

Il detto degli abitanti è emblematico: “quando Fumone fuma tutta la campagna trema” è dovuto ai segnali di fumo che si inviavano per avvertire tutt’attorno dell’arrivo degli invasori.

A Fumone si mangia anche bene, forte della tradizione contadina, della produzione di salumi e formaggi, ottima carne alla brace, pasta e fagioli speciale e le sagne pelose, fettuccine fatte di sola farina e acqua e perciò ruvide.

Vi segnalo la Taverna del Barone, nota locanda a menù fisso ed economico (25 euro con menù abbondante) che propone i piatti della tradizione eseguiti con cura.

Nei dintorni vi potrete sbizzarrire con gli agriturismo che vi consiglio vivamente per le loro carni, ma non solo.

Simone Roccheggiani

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